20 Febbraio 2026 Navigare online oggi è come camminare in un campo minato digitale. Spesso cediamo i nostri dati con estrema leggerezza: una foto della carta d’identità per convalidare un profilo, il codice fiscale per un’offerta imperdibile o il numero di cellulare per un’iscrizione rapida.
Ma cosa succede quando quei dati finiscono nelle mani sbagliate? La risposta è un incubo burocratico e legale che può durare anni. L’identità non è solo un nome; è la chiave d’accesso alla nostra vita finanziaria e giuridica.
La Testimonianza: Quando il Passato Ritorna come un’Accusa
A raccontare quanto possa essere sottile e pericoloso questo meccanismo è il nostro Presidente, che si è ritrovato paradossalmente dalla parte dell’accusato proprio a causa di un dato obsoleto.
”Per due anni ho vissuto un paradosso kafkiano,” spiega il Presidente. “Tutto è partito da un mio vecchio numero di cellulare, dismesso oltre 15 anni fa. Come accade regolarmente, dopo la dismissione quel numero è stato riassegnato dal gestore ad altre persone.
I truffatori lo hanno utilizzato per aprire conti correnti intestati a ignari risparmiatori, usandolo come ‘ponte’ per le loro operazioni illecite. La cosa più spaventosa? La leggerezza delle indagini preliminari. Per gli inquirenti, quel numero era collegato al mio nome in vecchi database, e nessuno aveva effettuato il banale accertamento di verificare a chi fosse intestata la scheda negli ultimi dieci anni. Mi sono ritrovato coinvolto in procedimenti giudiziari per reati mai commessi, uscendone ovviamente pulito solo dopo due anni, necessari alle autorità per “fare un click” ed accertare che tale numero non fosse più a me intestato da 15 anni.”
Questa testimonianza dimostra che non servono tecnologie da hacker per rovinarvi la vita: basta un’informazione non aggiornata o un documento fotografato e inviato con troppa fiducia.
Cosa rischiano davvero i tuoi documenti?
Se un truffatore entra in possesso della foto della tua carta d’identità o del tuo passaporto, può:
- Aprire conti correnti online (conti “drop”) usati per riciclare denaro sporco.
- Richiedere finanziamenti e prestiti a tuo nome, lasciando a te il debito e le segnalazioni al CRIF.
- Noleggiare auto o attivare utenze che verranno usate per scopi illeciti.
- Creare profili social fake per truffare altre persone, usando la tua faccia per risultare credibile.
Manuale di Autodifesa: Come proteggersi
Prevenire il furto d’identità è più semplice che rimediare ai danni. Ecco le regole d’oro da seguire:
- Non inviare mai documenti via chat o email non protette: Se un venditore su un marketplace o un presunto “consulente” ti chiede la foto del documento su WhatsApp, interrompi ogni contatto.
- Apponi una “Filigrana” (Watermark): Se proprio devi inviare un documento, usa un’app per scriverci sopra in trasparenza: “Copia per uso X – data Y”. In questo modo il documento non potrà essere riutilizzato per altri scopi.
- Controlla i tuoi vecchi dati: Se cambi numero di telefono, assicurati di scollegarlo da ogni account social, bancario o istituzionale (SPID, agenzia delle entrate).
- Monitora le tue banche dati: Una volta all’anno, potresti fare una visura alla Centrale Rischi per controllare che non vi siano finanziamenti a tuo nome di cui non sai nulla.
- Attenzione ai “Reclutatori” di documenti: Diffida di chi ti offre lavoro online chiedendoti subito i documenti “per il contratto” prima ancora di aver fatto un colloquio vero.
La tua identità è il tuo bene più prezioso. Difendila con la massima severità.
Il Presidente Afue
Approfondisci la tematica con il nostro intervento sul Sole24ore al seguente link: Truffe online, storie di vittime dei criminali finanziari: ecco come difendersi – 24+
Approfondisci la tematica di “chi si spaccia per Afue” con il nostro servizio su Striscia la notizia al seguente link: Finti broker e recupero crediti, occhio alla truffa – Striscia la notizia
