19 Maggio 2026 Immagina di aprire la tua casella di posta elettronica e di trovare un’ingiunzione formale che ti accusa di reati gravissimi e infamanti, minacciando il tuo arresto imminente. È l’incubo in cui stanno precipitando molti cittadini in questi mesi, ma vogliamo rassicurarvi subito: è solo una squallida e pericolosa truffa.
Come Associazione AFUE, abbiamo analizzato l’ennesimo tentativo di estorsione digitale che sta circolando. Vediamo insieme come riconoscerlo e come difendersi.
Il Documento Falso: Come si presenta
La truffa inizia con un’email proveniente da un indirizzo che, a un occhio poco attento, potrebbe sembrare istituzionale, come ad esempio “capodellapolizia@gmail.com”. Già questo dovrebbe far scattare un campanello d’allarme!
In allegato si trova un documento con tanto di loghi della Repubblica Italiana, intestato alla “DIREZIONE GENERALE DELLA PUBBLICA” (da notare il palese errore di ortografia). Il testo si presenta come una “Convocazione da Ufficiale di Polizia Giudiziaria” , inviata presumibilmente dalla “Direttrice della Brigata per la Protezione dei minori (BMP) di Europol”.
Le accuse mosse nel documento sono pesantissime e studiate appositamente per terrorizzare la vittima:
- Pedopornografia
- Pedofilia
- Esibizionismo
- Cyberpornografia
- Traffico sessuale
I truffatori cercano di dare credibilità al tutto citando articoli di legge a caso, come un fantomatico “Articolo 390-1 del Codice di procedura penale”, e affermando che le prove delle infrazioni sono state raccolte da un “cyber-agente”.
Alla fine, scatta la trappola psicologica e l’ultimatum: viene intimato di rispondere all’email inviando le proprie giustificazioni entro un termine tassativo di “72 ore”. Se non lo si fa, il documento minaccia l’immediato arresto da parte della gendarmeria e la registrazione nel registro nazionale dei criminali sessuali. Il tutto appare firmato, in modo totalmente illegittimo, dal Capo della Polizia e Direttore Generale della pubblica Sicurezza.
Qual è il vero scopo di questa email?
L’obiettivo dei truffatori è farvi cadere nel panico. Una persona spaventata da accuse così gravi potrebbe perdere la lucidità e rispondere all’email per “spiegare l’equivoco” e proclamare la propria innocenza.
Se rispondete, scatta la vera truffa:
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L’Estorsione: I finti poliziotti vi proporranno di “chiudere un occhio” o di archiviare la pratica in cambio del pagamento immediato di una “sanzione” o “cauzione” (solitamente richiesta tramite bonifici esteri, criptovalute o carte prepagate).
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Il Furto di Dati: Vi chiederanno di inviare documenti d’identità, dati sensibili o coordinate bancarie per una presunta “verifica”, che utilizzeranno poi per rubarvi l’identità o svuotarvi i conti.
Le Regole d’Oro di AFUE per difendersi
Questi documenti sono palesemente farlocchi e pieni di incongruenze. Ecco le regole fondamentali da ricordare e rispettare sempre:
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1. Le Autorità non usano account gratuiti: Nessuna istituzione, Procura, Polizia di Stato o Europol vi contatterà mai utilizzando indirizzi @gmail.com o simili.
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2. Le notifiche vere seguono canali ufficiali: Le convocazioni giudiziarie o le indagini penali non vengono mai notificate tramite una semplice email. Le Autorità utilizzano la Posta Elettronica Certificata (PEC) (se siete obbligati ad averla), la raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure vi convocano di persona tramite un ufficiale in divisa che bussa alla vostra porta.
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3. Nessuno vi chiederà mai soldi per evitare l’arresto: Nel sistema giudiziario italiano (e in qualsiasi stato di diritto), non è possibile “comprare” la cancellazione di un’indagine penale pagando una somma di denaro via email a un sedicente agente.
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4. NON RISPONDETE: La regola più importante. Se ricevete questa email, non fatevi prendere dal panico e non provate a giustificarvi. Non aprite eventuali link, cestinate immediatamente il messaggio e, se lo ritenete opportuno, segnalate l’accaduto alla vera Polizia Postale tramite il loro portale ufficiale.
Condividete questo articolo con i vostri contatti, in particolare con le persone più anziane o meno avvezze alla tecnologia. L’informazione e la prevenzione sono le nostre armi migliori contro questi criminali.
Il team Afue
